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L'esperto risponde

L’arrivo della sorellina

Buonasera, Ginevra (2 anni, 89 cm e attualmente 11 kg) ha sempre fatto i capricci per i pasti principali, ma la determinazione di mia moglie ha sempre avuto la meglio. Da una settimana, in casa nostra è arrivata la piccola Virginia, nei cui confronti Ginevra è dolcissima, ma a parte qualche richiesta più "morbosa" di coccole da parte mia, dal giorno del ritorno a casa della mamma e della sorellina, rifiuta categoricamente la pasta (che prima mangiava in qualsiasi modo) e la pappa della sera. Preciso che durante la degenza in ospedale della mamma ero riuscito a farla mangiare, ora invece è una guerra di nervi tra noi genitori e lei. Non è inappetenza perché ha fame ma richiede solo pane, biscotti, yogurt, prosciutto, formaggini e frutta in vasetto (a parte l'uva che le piace tanto ma di cui ovviamente non può fare abuso). Abbiamo provato pure con l'hamburger o le frittate ma nulla, siamo riusciti solo a ingannarla un po’ nascondendone minime quantità in mezzo al pane. Ha già perso quasi un kg in una settimana. Il pediatra dice di non insistere e non farle mangiare cose dolci perché gli zuccheri le bloccano di più l'appetito e di aspettare che prima o poi avrà fame e mangerà. Ma ripeto, la fame ce l'ha ma solo di quello che dice lei. Può darci un consiglio? Grazie in anticipo. continua
Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

caro papà Girolamo, il suo pediatra ha completamente ragione, il problema è che quando ci si trova di fronte al proprio figlio che serra la bocca è tutto un altro paio di maniche. Posso solo tranquillizzarla e confermarle che ciò che sta accadendo è prevedibile nonché frequente, le basti solo leggere una domanda di questa stessa tornata che ha per titolo “la cura “dell’ex piccola di casa” ”. Ho voluto però risponderle direttamente (e non solo rimandarla all’altra risposta) perché anche io sono padre e vorrei che più padri si prendessero cura degli aspetti alimentari dei propri figli in quanto sono certo che potrebbero farlo, non meglio ovviamente, ma in modo diverso dalle madri e magari alleggerire queste ultime dal carico emotivo del “nutrire” e veicolare una maggiore giovialità nel momento del pasto. Tornando a Ginevra concordo che non si tratta di inappetenza ma di un atteggiamento che lamenta il disagio che la bambina sta vivendo nel complicato percorso dell’accettazione di una realtà che è, da una settimana, per lei stravolta. Accompagnatela quindi nella comprensione della nuova situazione: è piccola ma non piccolissima. Ci sono molti libri con immagini che aiutano il bambino ad accettare il nuovo fratellino, on-line o in libreria ne potrà facilmente trovare di specifici con 2 sorelle. Cercate, specialmente sua moglie, di mantenere del tempo esclusivo con Ginevra secondo l’idea che non ha perso l’attenzione di mamma ma ha guadagnato una sorella. Non proponetele però mille alternative alimentari, mantenete l’alimentazione come è sempre stata e accettate dei no, vedrete che non si lascerà morire di fame. Congratulazioni per l’arrivo di Virginia e buona crescita ad entrambe.

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Margherita Caroli
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Alessandra Piedimonte
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Tomaselli

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Il mio compagno straniero

Se dovessimo riassumere con una parola una classe, quella sarebbe “varietà”. Tra bambini con i tanti caratteri e comportamenti diversi, i piccoli fanno presto a confrontarsi. Così come quando, sempre più frequentemente, tra i banchi di scuola arriva uno straniero. Cari genitori, non temete: vostro figlio non resterà indietro se il nuovo compagno non conosce bene l’italiano. Anzi, il piccolo imparerà una nuova cultura che potrà essergli utile non solo sul piano umano ma, un domani, su quello lavorativo: una vera e preziosa risorsa.

 

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