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Frutta e verdura: 5 porzioni al dì

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La ricerca scientifica scopre continuamente nuove modalità con le quali frutta e verdura promuovono la salute e il corretto accrescimento, non solo attraverso gli indispensabili sali minerali, vitamine e fibra, ma anche grazie a preziose sostanze di più recente scoperta come il licopene dei pomodori o gli antociani di melanzane e uva. Tutte queste molecole partecipano al benessere dell’organismo a patto che siano variamente assunte nell’ambito di una dieta equilibrata in misura di 5 porzioni al giorno, come le numerose campagne informative italiane e internazionali vanno predicando da anni.

La porzione rimane però un concetto vago, mentre è importante definirlo. Negli adulti per la frutta una porzione corrisponde a 150 g (ovvero una mela oppure 2-3 mandarini o mandaranci o albicocche), per gli ortaggi a 250 gr. pesati a crudo e per l’insalata a 50 gr. Ovviamente nel caso dei bambini la quantità va proporzionata all’età e alla costituzione. Secondo gli anglosassoni una porzione idonea è quella che un bimbo può tenere nel palmo della propria mano. In funzione dei fabbisogni (vitamine, sali minerali e fibra) si parte a 3 anni dalla ½ porzione dell’adulto (ovvero ½ mela o 120 g di ortaggi) e gradualmente si arriva ad una porzione intera verso i 10 anni.

Nonostante tanta corretta informazione e continue conferme scientifiche che risaltano sulle riviste e in TV, il messaggio sembra tardare ad arrivare a destinazione. Si consideri che secondo l’ISTAT il 70% degli italiani consuma da 2 a 4 porzioni al dì di frutta e verdura, ma solamente il 4,5% arriva effettivamente alle 5 porzioni tanto consigliate, con la restante popolazione che ne consuma 1 o nessuna. La situazione si presenta ancora peggiore se si pensa poi che secondo un’indagine della Confederazione Italiana Agricoltori negli ultimi 10 anni vi è stata addirittura una riduzione dei consumi in particolare nei bambini tra i 3 e i 10 anni, rispetto alla terza età che mantiene un buon introito di verdura e ancor più in frutta. Questo dato è molto allarmante considerando che le abitudini alimentari si strutturano nei primi anni di vita, come un investimento in salute, benessere e longevità.

Spesso le mamme chiedono al pediatra che tipo di multivitaminici o immunostimolanti possano dare al proprio bambino, in particolare nel periodo invernale, senza pensare che frutta e verdura, nella adeguata frequenza e varietà, contengono di per sé tutto ciò di cui un bimbo ha bisogno per il proprio accrescimento e mantenimento dello stato di salute. Peraltro è interessante ricordare come sia diverso l’effetto protettivo di frutta e verdura come tali rispetto ai mix farmaceutici di vitamine e antiossidanti. I preparati di integratori, infatti, per ragioni ancora non del tutto chiarite, hanno una biodisponibilità e una efficacia terapeutica inferiore.

Dal punto di vista del comportamento alimentare, la sostituzione troppo frequente degli spuntini a base di frutta con merende confezionate, spesso spiegata con motivazioni di praticità e tempo, risulta ingiustificato. Non c’è motivo per cui un bimbo non possa consumare all’intervallo scolastico una pratica e saziante banana o una bella mela anche con la buccia (purché lavata più che bene!), o anche – ora che è tempo di agrumi – dei mandarini o dei mandaranci/clementine, che i bambini possono sia divertirsi a sbucciare da soli sia portare già pelati e fatti a spicchi in una bustina di plastica o in un piccolo contenitore per alimenti. Lo stesso vale per le verdure, facilmente reperibili già pulite e pronte per la cottura, e comunque inseribili nella preparazione di primi e secondi piatti al fine di superare l’avversione verso questi prodotti manifestata talvolta dai più piccoli. In verità le statistiche ci dicono che se i nonni hanno un buon consumo dei prodotti agroalimentari, questo è meno vero per i genitori, e stante l’atteggiamento fortemente imitativo dei bambini, costoro difficilmente si avvicineranno volentieri a frutta e verdura, se queste non compaiono quotidianamente sulla propria tavola e nel piatto di mamma e papà. Una controprova di questo si ha anche da quanto avviene nelle famiglie che adottano una qualche forma di vegetarianismo: in quelle famiglie, infatti, il rifiuto o l’allontanamento da frutta e verdura non avviene praticamente mai, neppure da parte dei bambini più piccoli.

Come spesso viene consigliato in nutrizione pediatrica è, pertanto, importante che l’intero nucleo familiare cambi le proprie abitudini al fine di raggiungere l’importante obiettivo delle 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, per il benessere di grandi e piccoli.


Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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